Con
lavvento del 2000 la città dei lazzaroni,
lex capitale borbonica, la patria dei Lauro
e dei Masaniello, di Mario Merola e delle Posse, delle
feste di piazza e del Festival di Bagnoli, assomiglia
a una commedia Pirandelliana: é una,
nessuna ecentomila.Nel suo ventre convivono da secoli culture diversissime
tra loro: si passa con disinvoltura dalla melodia
al techno punk, dal cantautorato al jazz afro-americano
come se questo fosse lombelico del mondo, un
recipiente di insoddisfazioni e dei suoni, un calderone
ribollente di emozioni.Da qui la necessità di fondare LORO DI NAPOLI,
un cross-over tra diversi generi musicali, rock,
folk, etnico, melodico, un distillato di tradizione
e avanguardia partenopea.
LORO
DI NAPOLI (senza apostrofo) un titolo ubiquo,
oscillatorio, che indica sia preziosità sia spirito comunitario. Vuole
essere un vero e proprio movimento culturale ma soprattutto aspira ad
essere un fenomeno di aggregazione di questi artisti, con una qualche
implicita iron
ia affettuosa, perché
la provenienza partenopea non garantisce certo allineamenti, ma semmai un
ventaglio di travolgenti liberi pensieri , sulla musica, sul ritmo della
comunicazione, sul senso della lingua
armonica e non.All'ombra del Vesuvio diventa riferimento della
migliore espressione del sound partenopeo.Collabora con il Ministero dei Beni Culturali, Ministero
degli Esteri, Regione Campania, Provincia di Napoli,
Comune di Napoli.Diffonde la tradizione popolare partenopea all'estero
in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura
.Ha collaborato con gli IIC di Madrid, Sofia, Rabat,
Salonicco, Atene, Belgrado, Ankara, Il Cairo, Addis
Abeba, Buenos Aires, Montevideo, la Società
Dante Alighieri di Casablanca e il Consolato di Hong
Kong.