I
SOLISTI DEL SAN CARLO
Martucci/ Longo Napoli tra due secoli
Questo
prezioso cofanetto contiene due quintetti con pianoforte:
uno raramente eseguito, quello in do maggiore opera 45 di
Giuseppe Martucci, e uno del compositore Achille Longo "in
prima esecuzione mondiale".
Se si tiene presente che la composizione del primo risale
al 1878 e il secondo è del 1934, apparirà
chiaro che tra questi due prodotti musicali è passato
un ampio mezzo secolo che riveste per la città di
Napoli e per la sua attivissima vita musicale un'importanza
straordinaria. Primo volume di una collana discografica
atta alla promozione della musica cameristica di autori
napoletani tra l'Ottocento e il Novecento (prodotto da Loro
di Napoli in uscita in autunno)
- Plaudo all'iniziativa dei Solisti del San Carlo di
promuovere la diffusione di musica da camera, composta da
autori napoletani dell' Ottocento e del Novecento.
A parte il più noto Quintetto di Giuseppe Martucci,
è davvero opera meritevole avere inciso il pregevole
Quintetto di Achille Longo, compositore che, per li rami,
discende dal nobile tronco martucciano che, by-passando
la generale predilezione per il melodramma, si rivolgeva
alla negletta composizione strumentale e cameristica, che
a Napoli, nel Novecento, si accendeva di novella luce.
Ci auguriamo che l'iniziativa ci doni ulteriori conoscenze
e registrazioni, atte ad arricchirci di nuove cognizioni
storiche, nonché a stimolare l'inserimento nei programmi
cameristici di produzioni obliate dal tempo, ma meritevoli
di esecuzioni -
Roberto
De Simone
Nati
in Riva al Mondo" In viaggio con Pablo Neruda
Narrare
attraverso la musica, la parola e le immagini.
E' da qui che parte il nuovo progetto di Mauro Di Domenico,
eclettico musicista ed appassionato ricercatore di visioni
parallele che uniscono tutte
le diverse forme di arte
Il progetto (CD e DVD su etichetta Loro di Napoli- Rai Trade
- distribuzione
ELLEU) è un ponte virtuale tra Napoli e Santiago
del Chile, un gioco tra passato e presente, una ricerca
tra melodie che evocano un certo passato e il ritmo della
contemporaneità, un viaggio che parte da Sud ed arriva
a Sud.
Impreziosito dalle testimonianze inedite di LUIS SEPULVEDA,
COMPAY SEGUNDO, INTI-ILLIMANI, VIOLETA PARRA e del Poeta
PABLO NERUDA, il tutto commentato dalla voce indimenticabile
di FERRUCCIO AMENDOLA
Ecco come Mauro Di Domenico presenta questo progetto: " il progetto "NATI IN RIVA AL MONDO"
è dedicato a Neruda. E' stato Lui a guidarmi fino
a Isla Negra con il suono delle sue parole, quella voglia
di frugare tra le sue cose, conoscere il suo sentiero, la
sua casa, condividere ciò che vedeva il suo sguardo
sempre rivolto al mare
Il progetto è un annodare di sollecitazioni emotive
e musicali, arte e spirito, cercando di non scivolare nella
malinconia nel "come eravamo" o nella retorica
di certi proclami. Il mondo è pieno di Pinochet.
Il mio intento è stimolare sempre l'utilizzo della
memoria affinché ognuno di noi possa riconoscere
in tempo la comparsa del proprio Pinochet. L'arte ha questo
dovere morale, un conto sempre aperto con l'umanità.
(segue)
"Il Cile di oggi insieme a quello che ho vissuto tra
i giovani cileni mi ha lasciato una
forte impressione. Una realtà ancora in bilico tra
mantenimento della memoria storica per non dimenticare e
perdita della stessa per coltivare il sogno di una rinascita
d'identità storica, civile, culturale. La realizzazione
di questo progetto è sta resa possibile dalla preziosa
collaborazione del Governo del Cile-'Ambasciata del Cile
in Italia - e la Fundacion Pablo Neruda
ROBERTO
DE SIMONE & BRUNO TOMMASO Specula & Gemini Orchestra Jazz a Majella con la partecipazione di Maria
Pia De Vito
Certamente gli elementi di questo CD sono lo specchio
e il doppio; ovvero: il riflettere e l'essere riflesso,
lo scrivere e il rovescio della scrittura, il guardare e
l'essere capovolto, il vivere e il morire ( sia pure nel
sogno).
Il mio rapporto con Bruno Tommaso è iniziato quando,
essendo direttore al conservatorio di Napoli e avendo ottenuto
l'istituzione di una classe di Jazz, ebbi la ventura che
egli ne assumesse la docenza.
Che fortuna! Da allora si moltiplicarono le occasione di
incontro con lui, fino a decidere, di comune accordo di
produrre qualcosa insieme, un qualcosa di musicale che testimoniasse,
nelle nostre individualità ben differenziate, il
comune denominatore che ci apparenta, che quasi ci affratella.
È nata dunque la suite "Specula & Gemini",
in cui, secondo il progetto iniziale, sono confluite le
nostre esperienze che si relazionano tra Jazz e belcanto,
tra barocco e polimodalità, tra Jam session e strutture
bachiane, tra poliritmia e ambiguità modali.
È che nei diversi brani emergono quegli elementi
compositivi e quei linguaggi che sono propri dei due autori.
Bruno Tommaso, di cui è nota la competenza il materia
di musica Jazz, mette in campo la sua sapienza di specifico
conoscitore di quei linguaggi, e lascia, secondo le convenzioni
del genere, ampio spazio all'improvvisazione. Io, invece,
pur aderendo a tali linguaggi, mi ci accosto rispettosamente,
mediante la pratica della stilizzazione, e non con la pretesa
del mascheramento, o, peggio, della più ipocrita
identificazione. In tal senso nei brani di mia composizione
l'improvvisazione è assente; tutto è stato
scritto, pur alludendo alla dialettica estemporanee che
connota lo stile dei virtuosi di tal genere .
A tal punto mi è sorta spontaneamente una domanda:
se nel mondo degli inferi tutto si svolge al rovescio quasi
in uno specchio capovolto, l'incedere di Orfeo non è
forse un procedere all'indietro? Ed Euridice, che lo dovrebbe
seguire, non lo precede forse? Ma queste sono le enigmaticità
del mito, della morte, e della musica, quando vi rivelano
che uno più uno fa tre, e non due. Roberto De Simone
Recensito su SUONO numero 380 di maggio 2005
Roberto
De Simone/Bruno Tommaso Specula e gemini
Rai Trade
Dall'incontro
di personalità marcate come
quelle qui coinvolte ci si può aspettare qualcosa
di molto interessante. Roberto De Simone è il più
importante depositario di gran parte della cultura musicale
campana e napoletana sin dall'epoca della felice esperienza
della Nuova Compagnia di Canto Popolare; Bruno Tommaso è
autorevole direttore di orchestre jazz, ottimo compositore
e nel suo campo ricercatore anche lui. Si sono incontrati
e frequentati nel Conservatorio napoletano di San Pietro
a Majella e fra le altre cose hanno progettato questo Specula
e Gemini, frutto di una comune fatica che unisce l'improvvisazione
delle composizioni jazz di Tommaso con la musica colta "scritta"
disciplinatamente da De Simone sulle tracce delle ricerche
eseguite in tanti anni. Sul mito di Orfeo ed Euridice che
sta alla base dei temi di questo disco rimandiamo all'eventuale
lettura delle esaurienti note di copertina, che disvelano
anche il percorso dei brani e l'incrocio di intenti tra
i due musicisti. Quanto alla musica prodotta nel disco,
le sei tracce rivelano una costruzione "comune"ai
due artisti, con notevoli ed affascinati momenti di incrocio
fra le molteplici espressioni della cultura musicale napoletana
e le sonorità jazz connaturate al lavoro di Tommaso,
con brani in cui prendono il sopravvento in equilibrata
alternanza le due "forme" (la più colta
di De Simone, la più aperta e ritmica di Tommaso).
Sempre comunque seguendo un filo conduttore teso a raccontare
le diverse fasi di una storia alla base del progetto, che
pone in evidenza in brani di ampio respiro le capacità
di musicisti bravissimi, e che confermano la bontà
del canto e dei vocalizzi di Maria Pia De Vito, presente
in due brani. Lavoro affascinante, di notevole interesse
culturale, oltre che salutare per le nostre orecchie troppo
spesso otturate da ciarpame pseudo- musicale. Sergio
Spada
ANTONIO
MURRO - LA DANZA Special guest Madelin Alonso
Antonio
Murro è un artista che ci ha comunicato nei suoi
spettacoli e nei suoi concerti molte e non effimere emozioni.
Egli usa la voce come uno strumento musicale, dispiegandola
ariosa nella gamma en plein aire dei sentimenti e insinuandola
con sapiente persuasività nei più intimi e
segreti sentieri della canzone, dove si annidano le ansie
della gelosia e le incantevoli tenerezze dell'amore.
Il suo repertorio racchiude i pezzi esemplari della varietà
stilistica e contenutistica della canzone di Napoli: dal
preziosismo dannunziano alla dolcezza degli idilli nei quali
il duetto ricalca la grazia antica della tradizione, alla
spontaneità dei deliziosi affreschi dove il paesaggio
diventa melodia; dalla vitalità appassionata dell'esplosione
dell'amore felice alle ombre dolorose del tradimento e dell'abbandono,
sempre l'artista coglie quella relazione fondamentale tra
la parola e il suono che dà
calore e consistenza, fascino e incanto alle sue interpretazioni.
Gli
strumenti a plettro formano il delicato sfondo sul quale
la voce ordise la sua magica trama. Quasi una rivincita
contro le adulterazioni tecnologiche che falsificano il
paesaggio sonoro della canzone, i suoni sembrano riportarci
alla semplicità preziosa dei posteggiatori di un
tempo, a quegli artisti che non sapevano, nella loro toccante
ingenuità di star costruendo un modello
insuperato di armonia, una memoria, un inguaribile rimpianto.