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Singers

Nino D'Angelo
Giovanni Mauriello
Eugenio Bennato
Antonio Murro Madelin Alonzo
I Solisti del S. Carlo
Accademia Mandolinistica Napoletana
Consiglia Licciardi
James Senese
Mauro Di Domenico

 

 

Discografia Galleria Foto

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I SOLISTI DEL SAN CARLO
Martucci/ Longo
Napoli tra due secoli

Questo prezioso cofanetto contiene due quintetti con pianoforte: uno raramente eseguito, quello in do maggiore opera 45 di Giuseppe Martucci, e uno del compositore Achille Longo "in prima esecuzione mondiale".
Se si tiene presente che la composizione del primo risale al 1878 e il secondo è del 1934, apparirà chiaro che tra questi due prodotti musicali è passato un ampio mezzo secolo che riveste per la città di Napoli e per la sua attivissima vita musicale un'importanza straordinaria. Primo volume di una collana discografica atta alla promozione della musica cameristica di autori napoletani tra l'Ottocento e il Novecento (prodotto da Loro di Napoli in uscita in autunno)


- Plaudo all'iniziativa dei Solisti del San Carlo di promuovere la diffusione di musica da camera, composta da autori napoletani dell' Ottocento e del Novecento.
A parte il più noto Quintetto di Giuseppe Martucci, è davvero opera meritevole avere inciso il pregevole Quintetto di Achille Longo, compositore che, per li rami, discende dal nobile tronco martucciano che, by-passando la generale predilezione per il melodramma, si rivolgeva alla negletta composizione strumentale e cameristica, che a Napoli, nel Novecento, si accendeva di novella luce.
Ci auguriamo che l'iniziativa ci doni ulteriori conoscenze e registrazioni, atte ad arricchirci di nuove cognizioni storiche, nonché a stimolare l'inserimento nei programmi cameristici di produzioni obliate dal tempo, ma meritevoli di esecuzioni -

Roberto De Simone

 

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Nati in Riva al Mondo"
In viaggio con Pablo Neruda
inti illimani

Narrare attraverso la musica, la parola e le immagini. E' da qui che parte il nuovo progetto di Mauro Di Domenico, eclettico musicista ed appassionato ricercatore di visioni parallele che uniscono tutte le diverse forme di arte
Il progetto (CD e DVD su etichetta Loro di Napoli- Rai Trade - horacio durandistribuzione ELLEU) è un ponte virtuale tra Napoli e Santiago del Chile, un gioco tra passato e presente, una ricerca tra melodie che evocano un certo passato e il ritmo della contemporaneità, un viaggio che parte da Sud ed arriva a Sud.
Impreziosito dalle testimonianze inedite di LUIS SEPULVEDA, COMPAY SEGUNDO, INTI-ILLIMANI, VIOLETA PARRA e del Poeta PABLO NERUDA, il tutto commentato dalla voce indimenticabile di FERRUCCIO AMENDOLA
Ecco come Mauro Di Domenico presenta questo progetto:
"…il progetto "NATI IN RIVA AL MONDO" è dedicato a Neruda. E' stato Lui a guidarmi fino a Isla Negra con il suono delle sue parole, quella voglia di frugare tra le sue cose, conoscere il suo sentiero, la sua casa, condividere ciò che vedeva il suo sguardo isabel parra sempre rivolto al mare…
Il progetto è un annodare di sollecitazioni emotive e musicali, arte e spirito, cercando di non scivolare nella malinconia nel "come eravamo" o nella retorica di certi proclami. Il mondo è pieno di Pinochet. Il mio intento è stimolare sempre l'utilizzo della memoria affinché ognuno di noi possa riconoscere in tempo la comparsa del proprio Pinochet. L'arte ha questo dovere morale, un conto sempre aperto con l'umanità. (segue)
"Il Cile di oggi insieme a quello che ho vissuto tra i giovani cileni mi ha lasciato jose sevesuna forte impressione. Una realtà ancora in bilico tra mantenimento della memoria storica per non dimenticare e perdita della stessa per coltivare il sogno di una rinascita d'identità storica, civile, culturale. La realizzazione di questo progetto è sta resa possibile dalla preziosa collaborazione del Governo del Cile-'Ambasciata del Cile in Italia - e la Fundacion Pablo Neruda horacio salinas


 

 

 

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ROBERTO DE SIMONE & BRUNO TOMMASO
Specula & Gemini
Orchestra Jazz a Majella con la partecipazione di Maria Pia De Vito


Certamente gli elementi di questo CD sono lo specchio e il doppio; ovvero: il riflettere e l'essere riflesso, lo scrivere e il rovescio della scrittura, il guardare e l'essere capovolto, il vivere e il morire ( sia pure nel sogno).
Il mio rapporto con Bruno Tommaso è iniziato quando, essendo direttore al conservatorio di Napoli e avendo ottenuto l'istituzione di una classe di Jazz, ebbi la ventura che egli ne assumesse la docenza.
Che fortuna! Da allora si moltiplicarono le occasione di incontro con lui, fino a decidere, di comune accordo di produrre qualcosa insieme, un qualcosa di musicale che testimoniasse, nelle nostre individualità ben differenziate, il comune denominatore che ci apparenta, che quasi ci affratella.
È nata dunque la suite "Specula & Gemini", in cui, secondo il progetto iniziale, sono confluite le nostre esperienze che si relazionano tra Jazz e belcanto, tra barocco e polimodalità, tra Jam session e strutture bachiane, tra poliritmia e ambiguità modali.
È che nei diversi brani emergono quegli elementi compositivi e quei linguaggi che sono propri dei due autori. Bruno Tommaso, di cui è nota la competenza il materia di musica Jazz, mette in campo la sua sapienza di specifico conoscitore di quei linguaggi, e lascia, secondo le convenzioni del genere, ampio spazio all'improvvisazione. Io, invece, pur aderendo a tali linguaggi, mi ci accosto rispettosamente, mediante la pratica della stilizzazione, e non con la pretesa del mascheramento, o, peggio, della più ipocrita identificazione. In tal senso nei brani di mia composizione l'improvvisazione è assente; tutto è stato scritto, pur alludendo alla dialettica estemporanee che connota lo stile dei virtuosi di tal genere….
…A tal punto mi è sorta spontaneamente una domanda: se nel mondo degli inferi tutto si svolge al rovescio quasi in uno specchio capovolto, l'incedere di Orfeo non è forse un procedere all'indietro? Ed Euridice, che lo dovrebbe seguire, non lo precede forse? Ma queste sono le enigmaticità del mito, della morte, e della musica, quando vi rivelano che uno più uno fa tre, e non due.
Roberto De Simone

 

 

Recensito su SUONO numero 380 di maggio 2005

 

Roberto De Simone/Bruno Tommaso
Specula e gemini
Rai Trade

Dall'incontro di personalità marcate come quelle qui coinvolte ci si può aspettare qualcosa di molto interessante. Roberto De Simone è il più importante depositario di gran parte della cultura musicale campana e napoletana sin dall'epoca della felice esperienza della Nuova Compagnia di Canto Popolare; Bruno Tommaso è autorevole direttore di orchestre jazz, ottimo compositore e nel suo campo ricercatore anche lui. Si sono incontrati e frequentati nel Conservatorio napoletano di San Pietro a Majella e fra le altre cose hanno progettato questo Specula e Gemini, frutto di una comune fatica che unisce l'improvvisazione delle composizioni jazz di Tommaso con la musica colta "scritta" disciplinatamente da De Simone sulle tracce delle ricerche eseguite in tanti anni. Sul mito di Orfeo ed Euridice che sta alla base dei temi di questo disco rimandiamo all'eventuale lettura delle esaurienti note di copertina, che disvelano anche il percorso dei brani e l'incrocio di intenti tra i due musicisti. Quanto alla musica prodotta nel disco, le sei tracce rivelano una costruzione "comune"ai due artisti, con notevoli ed affascinati momenti di incrocio fra le molteplici espressioni della cultura musicale napoletana e le sonorità jazz connaturate al lavoro di Tommaso, con brani in cui prendono il sopravvento in equilibrata alternanza le due "forme" (la più colta di De Simone, la più aperta e ritmica di Tommaso). Sempre comunque seguendo un filo conduttore teso a raccontare le diverse fasi di una storia alla base del progetto, che pone in evidenza in brani di ampio respiro le capacità di musicisti bravissimi, e che confermano la bontà del canto e dei vocalizzi di Maria Pia De Vito, presente in due brani. Lavoro affascinante, di notevole interesse culturale, oltre che salutare per le nostre orecchie troppo spesso otturate da ciarpame pseudo- musicale. Sergio Spada

 

 

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ANTONIO MURRO - LA DANZA
Special guest Madelin Alonso

Antonio Murro è un artista che ci ha comunicato nei suoi spettacoli e nei suoi concerti molte e non effimere emozioni.
Egli usa la voce come uno strumento musicale, dispiegandola ariosa nella gamma en plein aire dei sentimenti e insinuandola con sapiente persuasività nei più intimi e segreti sentieri della canzone, dove si annidano le ansie della gelosia e le incantevoli tenerezze dell'amore.
Il suo repertorio racchiude i pezzi esemplari della varietà stilistica e contenutistica della canzone di Napoli: dal preziosismo dannunziano alla dolcezza degli idilli nei quali il duetto ricalca la grazia antica della tradizione, alla spontaneità dei deliziosi affreschi dove il paesaggio diventa melodia; dalla vitalità appassionata dell'esplosione dell'amore felice alle ombre dolorose del tradimento e dell'abbandono, sempre l'artista coglie quella relazione fondamentale tra la parola e il suono che dà
calore e consistenza, fascino e incanto alle sue interpretazioni.

Gli strumenti a plettro formano il delicato sfondo sul quale la voce ordise la sua magica trama. Quasi una rivincita contro le adulterazioni tecnologiche che falsificano il paesaggio sonoro della canzone, i suoni sembrano riportarci alla semplicità preziosa dei posteggiatori di un tempo, a quegli artisti che non sapevano, nella loro toccante ingenuità di star costruendo un modello
insuperato di armonia, una memoria, un inguaribile rimpianto.

Annamaria Siena Chianese